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mercoledì 10 aprile 2013
"The Nomadic Sacrifice" - un Nuovo Libro sul Chod
Pubblicato a Kathmandu il volume di Martino Nicoletti in lingua inglese: The Nomadic Sacrifice: the Chöd Pilgrimage among the Bönpo of Dolpo (Western Nepal), Kathmandu, Vajra Publication, 2013.
Nel
cuore dell’Himalaya, alcuni officianti appartenenti all’antica
religione tibetana del Bön, compiono un lungo pellegrinaggio rituale
attraverso territori selvatici e inospitali, abitati da divinità
montane, geni, demoni e inquiete anime di defunti.
Servendosi
di strumenti musicali ricavati da ossa umane, gli officianti evocano
la presenza delle entità invisibili, così da celebrare il
sacrificio simbolico del proprio stesso corpo (chöd),
offerto in nutrimento agli spiriti nel corso di un singolare
banchetto rituale.
Testi,
pagine di diario, immagini e un inedito cortometraggio dell’autore
narrano di questo arcaico rituale dai profondi significati
spirituali. Uniti ad essi l’inedita traduzione del testo sacro
rituale La
Saggezza Segreta delle Dakini
(Khandro
Sangba Yeshe)
realizzata da Geshe
Gelek Jinpa.
Arricchisce
l’opera un DVD contenente un cortometraggio dell’autore e il
canto liturgico dei monaci bönpo
del monastero di Triten Norbutse in Nepal.
Link
al demo del video: http://www.youtube.com/watch?v=r8T4YL25-wo
ENGLISH
Published
in these days the book by Martino Nicoletti: The
Nomadic Sacrifice: the Chöd Pilgrimage among the Bönpo of Dolpo
(Western Nepal),
Kathmandu, Vajra Publication, 2013.
In the
heart of the Himalayas, some officiants belonging to Tibet’s
ancient religion, Bön, undertake a long ritual pilgrimage through
wild and inhospitable terrain inhabited by mountain gods, genii,
demons and the restless souls of the dead.
Using instruments fashioned from human bone, the officiants evoke the presence of invisible beings in order to celebrate the symbolic sacrifice of their own body (chöd) which is offered as to the spirits as food during a singular ritual banquette.
Texts, diary excerpts, images and an unedited short film shot by the author retell this archaic ritual steeped in spiritual meaning. Also included is a previously unpublished translation of the sacred ritual text The Secret Wisdom Dākinī (Khandro Sangba Yeshe) by Geshe Gelek Jinpa.
This publication is enriched by a DVD containing a short film by the author and a liturgical chant performed by the monks of the bönpo monastery Triten Norbutse in Nepal
Using instruments fashioned from human bone, the officiants evoke the presence of invisible beings in order to celebrate the symbolic sacrifice of their own body (chöd) which is offered as to the spirits as food during a singular ritual banquette.
Texts, diary excerpts, images and an unedited short film shot by the author retell this archaic ritual steeped in spiritual meaning. Also included is a previously unpublished translation of the sacred ritual text The Secret Wisdom Dākinī (Khandro Sangba Yeshe) by Geshe Gelek Jinpa.
This publication is enriched by a DVD containing a short film by the author and a liturgical chant performed by the monks of the bönpo monastery Triten Norbutse in Nepal
Link
to the demo of the video: http://www.youtube.com/watch?v=r8T4YL25-wo
venerdì 23 novembre 2012
Articoli su Pratiche Chod in Tibet
Per conservare anche in questo blog il post che ha aggiunto Luca stamattina, ho deciso di coppiarlo quà. Perdonatem,i ma visto che nel web tutto è "volatile" e non si trova niente di quello che dovevi conservare se non lo hai messo in un posto dove nessuno può cancellarlo tranne te stesso, coppio sia il post di Luca che l'articolo che ci ha segnalato.
DorjePizza Di PizzalandiaMartino Nicoletti, Chod, Il sacrifico di sé.
Nel cuore delle montagne himalayane, ancor oggi, alcuni rari officianti religiosi appartenenti all’antica fede prebuddhista tibetana del Bön, compiono un lungo pellegrinaggio rituale attraverso i “luoghi di potere” della regione del Dolpo. Siti sacri abitati da divinità montane, geni e spiriti delle acque. Luoghi selvatici, infestati da demoni e pericolosi fantasmi dall’indole violenta.
In un universo avvertito come una costante e delicata interazione tra la dimensione umana e quella delle potenze invisibili, il pellegrinaggio ha come principale obiettivo la pacificazione degli spiriti locali, così da rinsaldare eventuali lacerazioni nelle relazioni tra i due mondi. Il viaggio – la cui durata può tradizionalmente variare tra i 7 e i 108 giorni – ha infatti spesso luogo per scongiurare il pericolo di epidemie, come forma di esorcismo o come prassi terapeutica nei riguardi di specifiche malattie causate da entità sovrannaturali.
Nel corso del pellegrinaggio gli officianti, destata l’attenzione degli spiriti attraverso atti violenti di provocazione, ne evocano la presenza servendosi di strumenti musicali magici: trombe ricavate da femori umani (kangling) e tamburelli a clessidra (damaru) le cui casse sono costituite da crani. Nella tradizione liturgica tibetana a questi strumenti musicali è attribuita una specifica valenza evocatoria, con particolare riguardo agli spiriti connessi con la dimensione funeraria o alle entità appartenenti al pantheon “irato”.
Nucleo centrale del viaggio è l’officio reiterato di un rituale meditativo di autosacrificio, il chöd (lett. “tagliare”): l’officiante, dopo aver invitato a convegno una folta schiera di esseri invisibili di varia natura e livello gerarchico, visualizza il proprio corpo come interamente smembrato da una divinità femminile di saggezza (dakini). Le varie parti, dopo essere state sezionate, gettate in un immenso calderone e opportunamente cotte, sono trasmutate in sostanze pure e “nettare d’immortalità”, così da essere offerte in nutrimento agli invitati nel corso di un singolare banchetto cerimoniale.
Al di là del suo aspetto esteriore – di offerta sacrificale alle entità locali – il chöd rivela profonde implicazioni filosofiche, connesse con la nozione di compassione universale (bodhicitta). In questo senso, il sacrificio costituisce una rara occasione per beneficiare spiritualmente gli esseri viventi privi di un corpo materiale, ancora prigionieri delle fitte trame del samsara, il ciclo ininterrotto di nascite e morti.
In un senso ancora più profondo, la cerimonia, attraverso il totale dono di sé agli esseri invisibili, si propone di recidere radicalmente l’attaccamento del praticante al corpo fisico e l’identificazione con il proprio illusorio Ego individuale. Gli immateriali nemici di ogni autentico progresso spirituale.
Guarda un demo del corto.
Kulunge Super 8: di Martino Nicoletti, UK, 6 min., lingua inglese, Produzione “Stenopeica” (Glasgow – Bologna), © Martino Nicoletti, 2008.
E questo è l'altro articolo se poi riesco a coppiarlo---
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache%3ABLJpZJkKF08J%3Aaisberg.unibg.it%2Fbitstream%2F10446%2F26686%2F1%2FTESI_Vrech.pdf+chod+bergamo&cd=3&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=safari
domenica 19 giugno 2011
Chod In You Tube
Per quelli che possono essere interessati in una collezione di video delle pratiche chod vi invito di visitare Yungdrung Bon Forum, collezione di informazioni su Bon ed altre scuole.
Avevo già messo quà, in questo blog un video, ma oggigiornio ce ne sono veramente tanti fra gli quali anche due lezioni di danza chod. Allora se avete questa trasmissione, affrettatevi!
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