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sabato 13 ottobre 2012

Mostra intitolata “Tibet: Tesori dal Tetto del Mondo”

Pubblico quà communicati sulla mostra di quale ho scritto anch' io


Cari amici, sorelle e fratelli del Dharma,

Da diverse settimane viene pubblicizzata sui media e sul web l’apertura a Treviso di una mostra intitolata “Tibet: Tesori dal Tetto del Mondo”.


Il curatore della mostra, Adriano Màdaro dice che:
1. Il buddismo tibetano è un'aberrazione dello storico Buddismo. In altre parole, non è buddismo.
2. Il Dalai Lama non è il capo spirituale di tutti i buddisti tibetani.
3. Il Dalai Lama è il capo della setta gialla (Gelugpa) che pratica la magia nera.
4. Nella camera da letto del Dalai Lama (Potala) e di altri grandi Lama si possono trovare scodelle ricavate da teschi umani, rivestite d'oro, in cui bevono il tè e mangiano tsampa.
5. Egli definisce gli eventi recenti dei tibetani che si sono auto immolati come “ latente terrorismo “. In poche parole potenzialmente “terroristi”.
Non mettiamo in dubbio la preziosità e la rilevanza degli oggetti esposti ma maggior parte dei casi, sono stati per i tibetani oggetti di culto; oggi a Treviso vengono ridotti a  semplici “oggetti” e a strumenti di mera speculazione commerciale nelle mani illegittime di un Paese occupante.

Il curatore della mostra dà una distorta lettura della storia del Tetto del Mondo e la mostra non fa vedere quello che oggi sta accadendo in TIBET: Le auto immolazioni dei tibetani, La dura repressione di ogni pacifica manifestazione di protesta e Le sessioni di “ri-educazione patriottica” all'interno dei monasteri.

Per tutte queste ragioni invitiamo tutti centri Buddhisti di tradizione Tibetane presenti in Italia a prendere coscienza di quanto la mostra tace e a unirsi ai tibetani nel denunciare una distorta lettura della figura del Dalai Lama, del buddhismo del Tibet e dei suoi rituali.

Un caro saluto
Comunità Tibetana in Italia Onlus

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01) COMUNICATO STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE ITALIA-TIBET
Da diverse settimane viene pubblicizzata sui media e sul web l’apertura a Treviso di una mostra intitolata “Tibet: Tesori dal Tetto del Mondo”.
Il curatore della mostra, Adriano Màdaro - che ci tiene a far sapere che è stato ben 173 volte in Cina - si accredita come uno dei massimi esperti al mondo di Cina e Tibet e, con questa esposizione, porta a termine  a Treviso, nella prestigiosa sede della Casa dei Carraresi, una serie di diverse importanti mostre sulla Cina.
Non mettiamo in dubbio la preziosità e la rilevanza degli oggetti esposti - che sono una testimonianza del valore  e della unicità della cultura tibetana -ma non possiamo non rilevare come il Tibet venga qui presentato con il consueto taglio esotico-turistico intriso di facili suggestioni da un lato e  con pesanti stereotipi propagandistici filocinesi dall’altro.
La comunicazione riguardante la mostra (televisiva e nel web) non solo tace completamente la tragedia contemporanea dell’occupazione cinese  e  le sue brutali o sottili modalità, ma suggerisce inoltre, con argomentazioni superficiali e pretestuose, una distorta lettura della storia del Tetto del Mondo, della figura del Dalai Lama, del buddismo del Tibet e dei suoi rituali, in modo da offrire della cultura e della religione tibetana, ricca di elementi simbolici, un’immagine ridicolmente magica o addirittura truculenta. Il curatore della mostra dà informazioni distorte sulle relazioni storiche e politiche tra Tibet e Cina, presentandole tout court come un rapporto ininterrotto di totale sottomissione e appartenenza del Tibet alla Cina stessa, quando invece l’occupazione del Tetto del Mondo è stata riconosciuta moralmente, ma soprattutto storicamente giuridicamente, come illegale, violenta e inaccettabile. Per tutte queste ragioni l’Associazione Italia-Tibet si schiera a fianco della Comunità Tibetana in Italia nel denunciare questa ennesima operazione di propaganda della Repubblica popolare cinese e dei suoi lacchè nostrani.
L’Associazione Italia-Tibet intende cogliere l'occasione della mostra per comunicare ai suoi visitatori e a tutti coloro che mostrano un interesse per la preziosa arte del Tibet, che cosa è veramente il Tibet di oggi al di là delle suggestioni e delle emozioni suscitate dalle opere esposte, opere che dovrebbero appartenere al popolo tibetano al quale sono state invece sottratte. Si tratta di capolavori che, nella maggior parte dei casi, sono stati per i tibetani oggetti di culto; oggi a Treviso vengono ridotti a  semplici “oggetti” e a strumenti di mera speculazione commerciale nelle mani illegittime di un Paese occupante.
Di questo si parlerà a Treviso il 19 ottobre alle 21 presso la sala Orsa Maggiore del CNA- Viale della Repubblica 154.
     Con i nostri migliori saluti,
  ASSOCIAZIONE ITALIA-TIBET
  20131 - Milano, via Pinturicchio 25
  (tel 02.70638382 - info@italiatibet.org)
             www.italiatibet.org


02) COMUNICATO  DELLA  COMUNITA' TIBETANA IN ITALIA - Onlus

QUELLO CHE LA MOSTRA DI TREVISO NON FA VEDERE.
La mostra “TIBET, TESORI DAL TETTO DEL MONDO” allestita alla Casa dei Carraresi dal 20 ottobre fino al prossimo 2 giugno, vanta l’esposizione di 300 preziosi reperti destinati, secondo i curatori, a illustrare la storia e i vari aspetti della cultura del popolo tibetano. Certamente questi oggetti testimoniano una cosa: che la cultura del Tibet è antica, profonda, sofisticata.
Ma la mostra non fa vedere quello che oggi sta accadendo in TIBET

  • Le auto immolazioni dei tibetani – Dal 2009 oltre 50 tibetani, giovani monaci, monache e laici – si sono cosparsi di benzina e si sono dati fuoco sacrificando la loro vita come estremo atto di protesta. Prima di cadere a terra, avvolti dalle fiamme, hanno gridato di volere il ritorno del Dalai Lama in Tibet e invocato la libertà per il loro Paese.
  • La dura repressione di ogni pacifica manifestazione di protesta - Dal gennaio 2012 i tibetani, da sempre privati di ogni libertà, compresa quella di praticare la propria religione, hanno dato vita a una serie di pacifiche proteste di massa. Le forze di sicurezza cinesi hanno risposto con la forza, a colpi di bastone e aprendo il fuoco contro i dimostranti inermi. Non si contano gli arresti e le persone scomparse.
  • Le sessioni di “ri-educazione patriottica” all’interno dei monasteri – In Tibet i monaci e monache sono sottoposti a estenuanti programmi di “ri-educazione patriottica” durante i quali viene loro chiesto di abiurare il Dalai Lama e di giurare fedeltà al Partito comunista.

La mostra definita “evento culturale del secolo” tace alcune inconfutabili verità:

  1. • Nel 1950 la Cina ha invaso e occupato il Tibet, una nazione libera e indipendente.
  2. • La politica repressiva di Pechino minaccia la sopravvivenza dell’identità tibetana.
  3. • Gli investimenti in Tibet arrecano benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi.
  4. •A seguito dell’invasione e al termine della Rivoluzione Culturale, oltre il 90% del patrimonio culturale tibetano è andato distrutto.      Prima di far saltare in aria con la dinamite gli edifici sacri tibetani, gran parte degli oggetti preziosi vennero sottratti dalle Guardie Rosse e finirono nelle mani dei cinesi.
  5. Gli oggetti esposti non appartengono più al popolo tibetano.

Invitiamo pertanto i visitatori a prendere coscienza di quanto la mostra tace e a unirsi ai tibetani nel denunciare l'imbarazzante silenzio sulla reale situazione del Tibet, un silenzio che offende l'intera città di Treviso.
Comunità Tibetana In Italia Onlus 

domenica 23 settembre 2012

domenica 16 settembre 2012

Un libro nuovo di Martino Nicoletti - "Kathmandu, Lezioni di tenebre"

           Martino Nicoletti, Kathmandu, Lezioni di tenebre, Roma, CasadeiLibri, 2012 (in corso di stampa).

            Musa ispiratrice dell'opera è la divinità indu Chinnamasta, giovane dèa nuda e autodecapitata, cifra di una profonda simbologia iniziatica.
            Ad integrare il volume un CD musicale, ispirato ai testi contenuti nell'opera, con brani composti da Roberto Passuti e interpretati da Franco Battiato, Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti e STENOPEICA.

lunedì 10 settembre 2012

Mostra a Treviso: Tibet, Tesori dal Tetto del Mondo

Anni fà c'era a Torino una mostra di tesori del Tibet. Molto interessante e davvero speciale. Non sò se questa mostra è la stessa o se è qualcosa di diverso. Se era un po' più vicina, ci andavo senza dubbio.

E' organizzata a Treviso in Casa dei Carraresi da 20 ottobre 2012 a 2 giugno 2013. Insomma, c'è un po' di tempo.

costituirà la prima uscita in assoluto dal Tibet e dalla Cina di un corpo di oltre 300 preziosi reperti databili dal XIV secolo ai tempi nostri.
Per la prima volta infatti una mostra sul Tibet viene allestita all’estero, evento di grande interesse sia a livello nazionale dato che sarà appunto l’Italia, e in particolare la città di Treviso ad ospitare la mostra, sia a livello internazionale.
Dopo oltre due anni di sopralluoghi nelle città tibetane di LhasaShigatze e Gyantze, e nel Museo delle Nazionalità di Pechino, oltre che nelle collezioni imperiali custodite nella Città Proibita, 
http://www.laviadellaseta.info/tibet/la-mostra/

martedì 4 settembre 2012

Kabtse

     Il gab rtse' phrul gyi me long è un diagramma circolare rappresentato su una tartaruga distesa supina. Ala centro ci sono i nove sme ba, seguiti dagli otto spar kha dai dodici animali del ciclo degli anni.
       Kabtse: l'astrologia delle punte nascoste

  Nella serie astrologica inclusa nello Shen del Cha esistono trecentosessanta metodi oroscopici detti kabtse (gab rtse), o 'punte nascoste', riassunti in quattro sistemi principali: lo Specchio delle manifestazioni delle punte nascoste ( gab rtse'phrul gyi me long), i Diagrammi delle sedi dei parkha e dei mewa( spar kha sme ba'i gling skor ), il Ciclo temporale degli elementi ( 'byung ba dus kyi'khor lo) e il Chuzhag, l'astrologia dell' interdipendenza delle azioni( ju zhag rten 'brel las rtsis).
         Riguardo al significato del termine kabtse, o 'punte nascoste', la prima sillaba kab(nascosto) si riferisce all'elemento, al mewa e al parkha specifici di ciascuno dei trecentosessanta giorni dell'anno e alle diverse classi di esseri come i Lha, i Lu, gli Nyen, i Sadag, eccetera, che ne hanno il controllo e che sono nascosti o impercettibili per la gente ordinaria; tse (punta) si riferisce invece alle congiunzioni astrologiche più importanti in cui queste classi di esseri sono in rapporto più diretto con gli uomini e hanno più facilità a provocare disturbi, diventando pericolose come la punta affilata di una spada: da ciò il nome 'punte nascoste'. Nei trecentosessanta kabtse, infatti, si studiano e si stabiliscono le rotazioni cicliche astrologiche di esseri potenti come These, Halkyi, Piling, Sinpung, Kingkang, Namchi, tutti apartenenti ai Sadag, e di altri esseri delle otto classi; le ifluenze che essi possono avere sul la, sulla vita, sulla capacità-ascendente (dbang thang) e sulla fortuna (klung rta) di una persona; e, infine, i sistemi per favorire gli aspetti positivi ed eliminare quelli negativi. A questo complesso di conoscence si dà il nome generale di  'Specchio delle manifestazioni delle punte nascoste'.


Thangka di Kabtse dipinta dal Tenzin Wangdak Lama (Per prenotare un thangka come questo o di un' altro personagio visita pagina Vendo/ Cerco ), il testo dal libro di Chogyal Namkhai Norbu Rinpoche"DRUNG, DEU E BON"   

venerdì 31 agosto 2012

Consigli per la pratica giornaliera di Geshe Gelek Jinpa Rinpoche


Consigli di Geshe Gelek Jinpa per le pratice preliminari Nyndro e pratica giornaliera, nella traduzione di Luca.
    Quando si pratica il le pratiche preliminari si deve sapere che stiamo circolando nel samsaara da tempo senza inizio.Abbiamo avuto buone vite oppure vite meno buone.Abbiamo vagato nei varir eami dell'esistenza da quelli più alti a quelli ...
più bassi.Dobbiamo quindipurificare qualunque cosa abbiamo commesso sia di positiva sia di negativo.Quando purifichiamo il karma negativo allora possiamo incominciare a definirci praticanti di Tantra o di dzogchen e penso che questa purificazione ti pemetterà did iventare un eccellente praticante .Se si pratica costantemetne ed assiduamente le pratiche prelimiari questo porterà la mente sotto il nostro controllo e non seguirai più le tendenze mentali negative .Molti si dicono praticanti Dzogchen e qualcuno pretende anche di essere un grande praticante Dzogchen .Molti in tibet fanno asserzioni del genere ma non appena criticati questi presunti praticanti perdono facilmente le staffe e seguono le inclinazioni mentalinegative.Si mettano ad urlare e ad insultare e non sono capaci di controllarsi.Le pratiche preliminari sono un prezioso metodo per controllare la mente e rendere la pacifica .pertanto ogni mattina alzatevi e assumete la posizione dei cinque punti.Praticate il Guru Yoga il rifugio e il Bodhicitta .Per il Guru Yoga potete visualizzare la forma del Guru e della divinità che preferite .Immaginate al termine delle preghiere di ricevere l'iniziazione delle tre luci e rimanete nello Stato naturale.Questa è un ottima pratica giornaliera
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